Cos'è la Sandplay Therapy
La Sandplay Therapy nasce nell'incontro tra la psicologia analitica junghiana e il gioco. In studio c'è una cassetta poco profonda piena di sabbia, e centinaia di piccole miniature: persone, animali, alberi, case, oggetti del quotidiano e simboli del fantastico.
Il paziente — bambino, adolescente o adulto — costruisce scene nella sabbia. Non c'è bisogno di spiegare, non c'è un "giusto" o uno "sbagliato": la scena emerge dalle mani, ed è già un linguaggio.
Emozioni e vissuti profondi prendono forma e diventano osservabili. Ciò che si vede può essere compreso. Ciò che si comprende può essere trasformato.
A chi è indicata
- Bambini: per chi non ha ancora le parole o non ha voglia di usarle
- Adolescenti: per attraversare passaggi difficili senza il peso del verbale
- Adulti: per chi sente che le parole girano in tondo e qualcosa di più profondo chiede di essere visto
- Famiglie: come strumento integrato in percorsi più ampi
- Persone con trauma: in associazione con l'EMDR e la psicoterapia verbale
Il setting e il ruolo del terapeuta
Il mio compito non è interpretare la scena ma accompagnarne il processo. Resto presente, accolgo, osservo. La trasformazione avviene nello spazio relazionale che si crea tra chi gioca e chi guarda con attenzione amorevole.